Cosa vedere a Ercolano

Cosa vedere a Ercolano: dagli Scavi al Parco Nazionale del Vesuvio, dal Mav al Mercato di Pugliano, da Resina alle Ville del Miglio d’Oro

Cosa vedere a Ercolano
Chi meglio di un ercolanese può spiegare le meraviglie di Ercolano? Nessuno!

E allora perché non scrivere una guida per spiegare ai futuri turisti che vorranno visitare il mio paese quali sono i luoghi più belli?

Dunque, Ercolano è una piccola cittadina partenopea che si può visitare anche in un giorno passeggiando per le vie del paese.

La ragione principale per cui Ercolano è conosciuta nel mondo è per il Parco Archeologico (che noi ercolanesi chiamiamo Scavi di Ercolano). L’eruzione del Vesuvio nell’anno 79 d.c. seppellì buona parte della zona ai suoi piedi, dove sorgevano, oltre ad Ercolano, anche Pompei e Stabia. Ciò che segnò la fine di queste civiltà, ma è anche il motivo grazie al quale al giorno d’oggi è possibile conoscerne gli usi e le tradizioni.

Nel 1709, durante gli scavi per la creazione di un pozzo, emersero alcuni marmi pregiati (rivestimento di un antico teatro, dell’antica Resina). Gli scavi veri e propri, però, cominciarono 30 anni dopo, per volontà di Carlo III di Borbone, che fece edificare nei suoi pressi una residenza, la Reggia di Portici. Moltissimi reperti ritrovati sono ora custoditi al Museo Archeologico di Napoli.

Successivamente, lungo la strada che dalla Reggia conduce a Torre del Greco, le altre grandi famiglie della nobiltà partenopea realizzarono stupende ville residenziali (tra cui Villa Campolieto, progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli e che gode di una posizione perfetta sul mare), per il loro splendore la strada che le costeggiava acquisì l’appellativo di “Miglio d’Oro”. Le antiche dimore sono all’incirca 123, tutte realizzare dai migliori artisti dell’epoca (tra cui Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, e Domenico Antonio Vaccaro). La maggior parte hanno uno stile tardo barocco (che spesso tende al rococò), mentre qualcuna annuncia lo stile neoclassico.

Ercolano, poi, è anche il punto di partenza per chi vuole esplorare il Parco nazionale del Vesuvio (moltissimi sentieri di trekking giungono fino al cratere del vulcano).

Il centro città è, invece, caratterizzato da diverse piazze che contengono importanti monumenti. Nella Piazzetta Santa Croce (in Via Pugliano) è posta una Croce eretta all’indomani dello scontro tra i giacobini ed i sanfedisti del 1799. Piazza Colonna (lungo il Corso Resina) è chiamata così perché, il 21 ottobre 1861, vi era stato eretto un monumento in occasione del primo anniversario del voto con cui le province meridionali si erano unite al Regno d’Italia.

Infine, per quanto riguarda le chiese, degne di nota sono la Basilica di Santa Maria a Pugliano (dell’anno Mille) la Chiesa di Sant’Agostino (capolavoro di arte barocca napoletana) e la Chiesetta di Santa Maria del Pilar (del 1700).

Storia di Ercolano

Secondo la leggenda, la cittadina di Ercolano sarebbe stata fondata da Ercole nel 1243 a.c. Storicamente, però, la fondazione sarebbe opera del popolo Osco intorno al XII secolo a.C. (o degli Etruschi tra il X e l’VIII secolo a.C.). In seguito, Ercolano fu conquistata dai Greci, dai Sanniti e infine dai Romani.

Sono due gli eventi che nel corso della storia hanno segnato la cittadina:
  • il terremoto di Pompei nel 62 d.C. che distrusse buona parte degli edifici;
  • l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. che coprì Ercolano con uno strato di detriti alto tra i 10 e i 25 metri.
Scavi di Ercolano

Nel 79 d.C., la violenta eruzione del Vesuvio distrusse tutto quello che si trovava nei paraggi del vulcano, ricoprendo di fango, lava e lapilli le città romane alle pendici del Vesuvio. Herculanum (così si chiamava) non solo fu devastata circa 12 ore dopo rispetto a Pompei, ma fu ricoperta da uno strato di lava alto oltre 18 metri. Ercolano venne, poi, ricostruita in breve tempo intorno alle rovine e la città romana fu dimenticata per secoli.

Solo nel XVIII secolo, durante i lavori per la creazione di un pozzo, furono rinvenuti oggetti d’epoca romana. Iniziarono, così, i lavori di scavo che riportarono alla luce le meraviglie dell’antica Herculanum e che ancora oggi continuano, svelando pian piano i segreti dell’incredibile città perduta. Noi ercolanesi li chiamiamo: “gli scavi di Ercolano“.

Il manto incandescente che ha ricoperto la città ha permesso un perfetto stato di conservazione sia dei resti umani sia di materiale organico (come legno del mobilio, tessuti e i preziosi papiri intatti ritrovati in una villa).

Appena prima di entrare, all’interno di un padiglione, è custodita una barca bruciata, danneggiata forse dal maremoto e dalle frane che precipitavano in mare dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Nell’imbarcazione sono stati ritrovati 150 scheletri e diverse monete, appartenenti ad alcuni abitanti che vi avevano cercato invano rifugio. Secondo la ricostruzione storica, questa nave fu l’unica del litorale a non salpare in quel giorno di panico (forse a causa di una falla). Tutte le altre, invece, con a bordo i sopravvissuti di Ercolano, navigarono verso la salvezza.

Gli abitanti della città (Ercolano era un ricco centro residenziale dell’aristocrazia romana) si misero per la maggior parte in salvo. Solo i più poveri, per lo più schiavi, non riuscirono a mettersi in salvo. Infatti, le loro ossa carbonizzate sono stipate tutte insieme in una delle rimesse del Porto di Ercolano.

Tra i “tesori” degli scavi spicca Villa dei Papiri (prende il nome dai circa mille papiri ritrovati nella ricchissima biblioteca tra il 1752 e il 1754), appartenuta alla Famiglia dei Pisoni. I papiri sono ora conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, l’Accademia delle Scienze francese a Parigi, la Bodleian Library di Oxford e la British Library di Londra. La villa è stata cenacolo di filosofi e letterati europei. Costruita a strapiombo sul mare, con le sue stanze affrescate, e i suoi mosaici unici al mondo, è stata riportata parzialmente alla luce dopo un lungo restauro.

Tra le meraviglie ritrovate ad Ercolano non mancano, però, anche affreschi e mosaici, statue, centri commerciali e ville. Addirittura, diversi edifici hanno, in un ottimo stato di conservazione, anche il secondo piano.

La Casa dei Cervi (deve il suo nome al ritrovamento di una statua rappresentante due cervi sbranati da un cane), è la dimora più elegante dell’antica Ercolano. La Casa dell’Atrio, invece, è costituita da un ingresso con pavimentazione in mosaico. Vi è, poi, Casa di Nettuno e Anfitride (deve il suo nome al mosaico in pasta vitrea che decora la parete orientale dell’edificio), la casa confina con un’antica bottega che conserva anfore e resti di un letto in ottone.

Uno degli aspetti degni di nota del sito archeologico di Ercolano sono le case private, che hanno conservato per alcuni tratti il loro meraviglioso aspetto originale. Una delle più belle è la Casa Sannitica (risalente al II secolo a.C.), situata nella zona storica della città. L’edificio vanta un ingresso decorato in stile pompeiano, con soffitto a cassettoni. Un altro edificio degno di nota è la Casa del Tramezzo (anche questa risalente all’epoca sannitica) che conserva una mensa in marmo, cui fa da base una statuetta della divinità frigia Atthis.

Itinerario degli Scavi di Ercolano:
  • Le Fornaci (1)
  • Terme Suburbane (3)
  • Casa dei bassorilievi di Télefo (7)
  • Grande Taverna (10)
  • casa del Grande Portale (14)
  • Panetteria di de Sex. Patulcus Felix (15)
  • Casa del colonnato Toscano (21)
  • Casa dei due Atri (25)
  • Terme degli Uomini (26)
  • Terme delle Donne (27)
  • Casa di Nettuno e Anfitrite (29)
  • Casa dell’Atrio del Mosaico (33)

Il numero tra parentesi è lo stesso riportato nelle mappe e nella guida ufficiale.

Come visitare gli Scavi di Ercolano?

All’entrata del sito archeologico sono disponibili mappe e guide con la numerazione dei luoghi da visitare.

Quanto dura la visita agli Scavi di Ercolano?

4 ore sono abbastanza per visitare tutto il sito archeologico con calma, ammirando i dettagli e ascoltando la guida.

Museo Archeologico Virtuale (MAV) di Ercolano

Prima di esplorare gli scavi è bene fare una visita al Museo Archeologico Virtuale (MAV), uno dei pochi presenti al mondo. Vale la pena visitarlo per poter rivivere l’eruzione che distrusse Ercolano nel 79.

Si trova a pochi passi dagli Scavi di Ercolano, nel centro città. Racconta la vita delle città romane ai piedi del Vesuvio prima dell’eruzione. Circa 70 installazioni multimediali restituiscono vita e splendore alle principali aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Baia, Stabia e Capri. E’ unico in Europa.

Mercato di Pugliano

E’ anche possibile dedicarsi allo shopping recandosi nelle principali vie del centro (via IV Novembre, Corso Italia, e Piazza Trieste), dove si concentrano la maggior parte degli esercizi commerciali.

Famoso in tutta Italia è il Mercato di Pugliano, un luogo in cui si possono fare grandi affari, soprattutto per ciò che concerne il vestiario vintage (si può trovare tutto quello che si desidera, dalle pellicce, alla bigiotteria d’epoca). Nel secolo scorso molti importanti costumisti di Cinecittà si sono recati ad Ercolano per acquistare gli abiti di scena. (es: “I cento passi”, “La meglio gioventù”, “Prima dammi un bacio”).

Come raggiungere e visitare Ercolano

Si può raggiungere Ercolano in diversi modi: treno, auto, aereo.

Treno: Se parti da Roma, dalla stazione di “Roma Termini” puoi prendere un treno per Napoli Centrale (le “Frecce” di Trenitalia impiegano poco più di un’ora, mentre gli “Intercity” circa 2 ore). Ercolano è vicinissima a Napoli. Per visitare Ercolano è possibile utilizzare la Circumvesuviana, è una linea ferroviaria che viaggia intorno ai paesi dell’aera vesuviana. Ercolano ha 2 fermate, la prima si chiama “Ercolano-Scavi” e permette di visitare gli Scavi archeologici, mentre la seconda si chiama “Ercolano-Miglio d’Oro” ed è vicina alle ville romane del tratto di costa.

Autobus: la città è servita da diverse compagnie, il costo del biglietto varia a seconda della tratta da effettuare e dalla tipologia del biglietto (ANM – CTP).

Aereo: l’aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino, dall’Aeroporto di Napoli si può prendere un taxi oppure un autobus Alibus dall’aeroporto alla Stazione Centrale (Piazza Garibaldi), quindi treno EAV-Circumvesuviana, linee Napoli-Sorrento o Napoli-Poggiomarino.

Automobile: si prende l’autostrada A3 Napoli-Reggio Calabria e si esce al casello di Ercolano. La distanza da Napoli è di circa 11 km. Dall’uscita dell’autostrada seguire le indicazioni stradali per gli scavi archeologici di Ercolano ed infine le indicazioni per il parcheggio auto del Sito.

È possibile visitare Ercolano in ogni periodo dell’anno. Ad esempio, gli scavi archeologici sono sempre aperti (tranne il Primo Maggio, il 25 Dicembre e il Primo Gennaio). Le stagioni migliori sono, però, la tarda primavera o il primo autunno (visitare Ercolano durante le mezze stagioni permette di evitare i climi più caldi e più freschi).

Cosa mangiare a Ercolano?

I prodotti tipici della zona sono la mozzarella di bufala e il pomodorino del piennolo del Vesuvio (da mangiare anche in una delle antiche pizzerie come quella in via dell’Osservatorio, in via IV Novembre e in via Emilio Bossa). Si può, anche, optare per le specialità di pesce, in uno dei ristoranti inseriti nella guida Michelin e ubicati all’interno delle ville del centro (Corso Resina, via Vesuvio, via S.Vito, ecc.).

A Ercolano si trovano, però, tutti i piatti tipici della regione partenopea. Puoi provare le barchette di melanzane, uova e cacio, la minestra di zucchine. Oppure, puoi ordinare un’insalata di spaghetti con le vongole o i classici medaglioni di vitello alla pizzaiola. E per finire, le sfogliatelle, le zeppole di San Giuseppe e la più classica pastiera.

Dove dormire a Ercolano?

Se pensi che una visita di una sola giornata non basta e preferisci passarci una o più notti, Ercolano offre diverse tipologie di alloggi adatte a diversi gusti e per tutti i budget, dai semplici ostelli ai più lussuosi hotel.

I moltissimi b&b oppure le case vacanza sono adatti ad un budget intorno ai 50 € a notte. Ne trovi sia vicino agli scavi che sulla costa. Il Miglio d’oro è, invece, la zona più adatta se cerchi dove dormire a Ercolano con circa 100 € a notte.

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