Sarebbe fattibile un reddito di base universale?

Sarebbe fattibile un reddito di base universale? Purtroppo se proviamo a calcolare i costi, diventa insostenibile (se tutto si basa sul denaro)


Prendo spunto da un articolo di Beppe Grillo per rilanciare il reddito di base universale. Purtroppo, però, se proviamo a calcolare i costi, diventa insostenibile (se tutto si basa sul denaro).

Spiego.

Prendiamo la popolazione italiana. Siamo circa 60 milioni. Facciamo che ogni cittadino, al compimento del 18esimo anno, percepisca una somma fissa al mese. Facciamo 1000 euro al mese.

Facciamo che la metà degli italiani hanno più di 18 anni, quindi 30 milioni di italiani.

1000 euro per 30 milioni quanto fa? 30 miliardi.

Ci vorrebbero, quindi, 30 miliardi al mese.

Dove li trova un Paese 30 miliardi al mese?

Se invece non si basasse tutto solo sui soldi, forse sarebbe più fattibile.

Tipo, se ogni cittadino avesse delle cose già garantite e avesse a disposizione sconti e bonus mensili.

Nel Paese ideale ogni cittadino dovrebbe avere una casa, e i beni di prima necessità dovrebbero essere gratuiti (acqua, cibo e fonti energetiche).

Gratis dovrebbero essere anche il diritto alla salute e quello allo studio. E magari anche altri diritti che ora non mi vengono in mente.

Poi, bisognerebbe puntare sulle macchine e l’intelligenza artificiale per eliminare il più possibile i lavori manuali che, se tutti avessero un reddito di base, una casa e i beni di prima necessità gratis, nessuno farebbe più. Idem per i trasporti (auto, navi, aerei, tutto dovrebbe essere automatizzato).

Il lavoro darebbe, però, la possibilità di ottenere un tenore di vita più alto.

Tutti dovrebbero ugualmente lavorare: primo, perché non sarebbe giusto far lavorare solo alcuni; secondo, perché, senza lavoro il mondo sarebbe pieno di obesi nullafacenti.

Secondo il mio punto di vista, quando le persone non devono guadagnarsi da vivere, diventano preda di vizi e quello che hai non ti basta mai. Sei sempre insoddisfatto.

Quindi, dopo aver completato un percorso di studi indirizzato alle tue passioni, potenzialità, attitudini, se c’è la possibilità di lavorare e non hai una situazione di forza maggiore che te lo impedisca (un handicap, una famiglia numerosa, un parente da accudire, ecc.) devi.

Insomma, bisognerebbe creare un sistema di pesi e contrappesi. La sicurezza di una vita libera, ma con dei doveri che non ti fanno perdere il contatto con la realtà e la voglia di vivere.

Il lavoro, però, dovrebbe basarsi sulla realizzazione personale e non come obiettivo della crescita economica. Si fa il medico per salvare vite e non per fare soldi sulla vita della gente. Si apre un’azienda per realizzare un progetto e non per diventare l’azienda più ricca del mondo. Si lavora per realizzarsi, non per pagare le tasse.

Il capitolo tasse

Tutta la burocrazia sulle tasse dovrebbe essere semplificata. Le tasse si pagano solo dal reddito da lavoro e non da quello universale. Dovrebbe esistere una sola tassa unica per tutti, una percentuale fissa sul reddito.

Come, poi, vanno distribuiti questi soldi sarà cura degli organi competenti. Io ti do 100 euro, poi tu Stato devi sapere quanto di questi 100 euro devono andare alla sanità, quanto all’istruzione, quanto ai trasporti, ecc.

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