Chi ha inventato il tapping?

Il medico lucano Vittorio Camardese è l’inventore della tecnica chitarristica del tapping

Chi ha inventato il tapping?
Il medico lucano Vittorio Camardese è stato riconosciuto come l’inventore del tapping, una tecnica chitarristica. La sua storia ha attirato l’attenzione perché racconta di un giovane lucano, radiologo a Roma, con una grande passione per la chitarra. Camardese, autodidatta durante il periodo prebellico italiano, ha sviluppato questa tecnica in modo silenzioso, circondato da personalità famose che lo apprezzavano. La sua scoperta ha destituito Eddie Van Halen, considerato tradizionalmente l’inventore del tapping.

La storia di Camardese ha anche ispirato studi sulle origini di questa tecnica. Video, testimonianze e registrazioni sono stati analizzati per individuare il primo utilizzo del tapping. Sebbene non sia stato identificato come il primo ad utilizzarlo, la storia di Camardese rimane significativa per la sua passione e il rapporto con la chitarra.

La scoperta del talento di Vittorio Camardese come precursore del tapping, precedente di oltre un decennio rispetto a Eddie Van Halen, ha suscitato un grande interesse nella comunità chitarristica italiana. Tuttavia, le origini del tapping risalgono ancora più indietro nel tempo.

La tecnica del tapping consiste nella produzione del suono mediante la pressione di una corda contro una tastiera (hammer on). Anche se chiunque può produrre suoni su uno strumento a corda con tastiera, trasformare questa tecnica in esecuzioni musicali di qualità è un compito impegnativo. La complessità nel trascrivere tali tecniche e la mancanza di documentazione prima dell’avvento delle registrazioni audio e video hanno reso la ricerca delle origini del tapping molto difficile.

Il primo esempio filmato di tapping risale al 1932, con Roy Smeck che esegue la tecnica sull’ukulele nel film “Club House Party“. Anche se l’ukulele ha dimensioni ridotte e un sustain limitato, l’esecuzione di Smeck contiene già tutti gli elementi del moderno tapping. Tuttavia, lo strumento elettrico si è dimostrato più adatto al tapping, grazie alla minore forza necessaria per produrre un suono e al suono più compresso e sostenuto.

Negli anni ’50, Jimmie Webster utilizzava la tecnica del tapping sulla chitarra archtop, chiamandola “Touch System“. Dave Bunker, nel 1957, brevettò la chitarra Duo-Lectar, con due manici, rivoluzionando ulteriormente la tecnica.

Camardese ha introdotto il tapping in Italia, dimostrando una tecnica avanzata sia ciclica che melodica. Eddie Van Halen, pur non autoproclamandosi inventore del tapping, ha contribuito a renderlo popolare, ispirandosi alle sonorità degli arpeggiatori synth.

Chi era Vittorio Camardese


Vittorio Camardese è stato un chitarrista e medico italiano, nato il 6 luglio del 1929 a Potenza e deceduto il 2 luglio del 2010 nella stessa città.

Dopo aver completato gli studi al liceo classico di Potenza, si trasferì a Roma per frequentare l’università. Qui ottenne la laurea in medicina, specializzandosi in radiologia, e esercitò la professione presso l’ospedale San Filippo Neri e il policlinico Umberto I.

Nel campo musicale, Camardese si formò da autodidatta e si esibì in contesti non professionali. Ebbe la sua prima apparizione televisiva nel 1956 nel programma “Primo applauso“, dove vinse il primo premio. Successivamente partecipò ad altri programmi televisivi, tra cui “Chitarra amore mio” nel 1965 e “Speciale per voi” nel 1970.

Durante gli anni trascorsi a Roma, frequentò i principali locali jazz della città, suonando con artisti del calibro di Chet Baker, Tony Scott, Joe Venuti e altri.

Nel 1978 incontrò la sua compagna, con cui rimase legato per 18 anni. Questo periodo coincise con la nascita di una collaborazione artistica importante con il figlio della compagna, Roberto Angelini, oggi noto cantautore.

La sua attività artistica è scarsamente documentata, ma è principalmente conosciuto per la sua partecipazione al programma televisivo “Chitarra amore mio” del 1965. In questo programma, Camardese mostrò una tecnica chitarristica innovativa, in particolare nell’uso delle dita della mano destra per percuotere le corde sul manico e generare suoni.

Sebbene la tecnica del tapping fosse stata utilizzata precedentemente da altri strumentisti, come Roy Smeck negli anni ’30, l’approccio originale di Camardese presentava elementi distintivi che influenzarono il panorama musicale pop, rock e fusion negli anni successivi. La sua capacità di eseguire con virtuosismo e di ricreare un’ampia gamma di suoni suonando da solo sullo strumento è stata particolarmente apprezzata.

Cos’è il tapping?


Il tapping è una tecnica utilizzata nella chitarra e nel basso, principalmente su un tipo di chitarra chiamato beatrax, che ha due o tre corde sovrapposte. In questa tecnica, la mano ritmica (destra per i destrimani, sinistra per i mancini) viene utilizzata per suonare le note direttamente sulla tastiera, anziché plucking o strumming. Questo consente di eseguire intervalli molto ampi in modo fluido, cosa altrimenti difficile da realizzare. Sul beatrax, il tapping viene eseguito direttamente dalla mano sinistra, che preme i tasti per generare le note desiderate.

Storia del tapping


La storia del tapping nella musica ha radici che risalgono al passato. Roy Smeck lo usò per la prima volta su un ukulele nel film Club House Party nel 1932. Negli anni ’50, Jimmie Webster scrisse il metodo “Touch Method for Electric and Amplified Spanish Guitar“, basato su questa tecnica. Ma l’uso del tapping era già noto e occasionalmente utilizzato in quegli anni da altri chitarristi come Barney Kessel, Merle Travis e Tal Farlow. Dave Bunker nel 1960 eseguì il tapping con la sua chitarra Duo-Lectar nel programma tv “Jubilee U.S.A.“.

Un importante contributo al tapping è stato dato dall’italiano Vittorio Camardese, che nel 1965 mostrò l’uso percussivo di questa tecnica su chitarra classica nella trasmissione Rai “Chitarra amore mio“. Negli anni ’70 e ’80, il tapping ottenne grande popolarità con Eddie van Halen e altri musicisti rock come Steve Hackett, Brian May e Harvey Mandel.

Oggi, il tapping è una tecnica comunemente utilizzata da molti chitarristi e bassisti. Si possono utilizzare più dita per eseguire il tapping, fino a otto dita con tecnica estremamente virtuosistica. Questa tecnica può essere eseguita con un dito o più dita della mano destra, o anche con l’uso del plettro al posto del dito.

Oltre alle chitarre e ai bassi elettrici, esistono strumenti dedicati al tapping come il Chapman Stick, la Warr Guitar e la Mobius Megatar, che consentono di coinvolgere tutte e dieci le dita delle mani nella tecnica. Questi strumenti sono stati resi popolari da gruppi come i King Crimson e da musicisti come Tony Levin e Trey Gunn.

La tecnica del tapping


La tecnica del tapping è stata resa celebre da chitarristi come Eddie Van Halen e Nuno Bettencourt. In questa tecnica, si utilizza il dito medio della mano che suona per picchiettare sulla corda desiderata appena prima della tastiera, in un movimento simile a un hammer-on. Il dito che picchietta suona la nota e la rilascia attraverso un movimento di pull-off. È importante sviluppare la precisione e il timing, in modo che il passaggio tra la mano che impugna il manico e quella che picchietta sia fluido. Il muting delle corde non suonate è gestito sia dalla mano sinistra che dalla mano destra durante il tapping.

Per ottenere il massimo da questa tecnica, è consigliabile concentrarsi sulle note finali di ciascuna frase di tapping, utilizzandole come transizione verso altre parti dell’assolo. Anche se il tapping è ideale per brevi sequenze o per aggiungere effetti alle frasi musicali, è importante imparare a integrarlo organicamente con altre tecniche di chitarra per ottenere un suono completo e dinamico.

Eddie Van Halen è stato un maestro nel fondere il tapping con il suo stile blues/rock, dimostrando che il suo vero valore risiedeva nell’integrazione fluida di questa tecnica nel suo modo di suonare, piuttosto che nella tecnica isolata in sé.

Qui puoi trovare un elenco di esercizi per imparare ad utilizzare la tecnica del tapping.

Chitarristi di riferimento

Qui puoi trovare un elenco di chitarristi che hanno fatto del tapping una parte integrante del loro stile di esecuzione e che, tra l’altro, lo utilizzano in maniera completamente differente:

  • Eddie Van Halen
  • Steve Lynch
  • Randy Rhoads
  • Steve Vai
  • Joe Satriani
  • Tony McAlpine
  • Reb Beach
  • Richie Kotzen
  • Greg Howe
  • Stanley Jordan
  • TJ Helmrich
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