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Recensione film: le ali della libertà

scritto da arquen il 5 gennaio 2012 | 1.417 letture

Uno dei miei film preferiti, sarà perché i film dove ci sono persone rinchiuse, costrette ad ingannare il tempo per sopravvivere, si avvicina al film della mia vita.

Film del 1994, avevo 14 anni. Attori, Tim Robbins e Morgan Freeman. Tra i film più belli di tutti i tempi.

Andy Dufresne (Tim Robbins), vice-direttore di una banca, viene condannato a due ergastoli per l’uccisione della moglie e del suo amante. Viene imprigionato in uno dei carceri più duri. Lui però è innocente. Ci resta per quasi 20 anni. Nel carcere fa amicizia con altre persone, uno fra tutti Ellis Boyd Redding, detto Red (Morgan Freeman). Andy con le sue competenze in ambito finanziario inizia a “lavorare” per il direttore del carcere aiutandolo ad accumulare denaro in modo illecito. Il film penso lo abbiate visto tutti, anche più di una volta… alla fine Andy riesce a scappare dopo essere riuscito a scavare un cunicolo con un piccolo martelletto che utilizzava per lavorare le pietre. Successivamente Andy e Red si rincontreranno da uomini liberi.

Queste sono alcune scene importanti:
“O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire”

Monologo di Red alla commissione per la libertà vigilata

“La speranza è una bella cosa, forse la più bella di tutte”

Ho visto più volte il film, ma mi piace rivederlo ogni volta che ne capita l’occasione.

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