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Italiani all’estero come chi dal Sud emigra al Nord

scritto da arquen il 7 dicembre 2011 | 2.372 letture

Dimenticano da dove provengono, si immedesimano in una realtà che non è la loro, e pensano di essere superiori rispetto a chi resta. La classica frase nei confronti di chi resta è: non c’hanno voglia di far nulla. Il loro ragionamento è il seguente: resti al tuo paese quindi non hai voglia di far nulla. Io che addirittura lavoro senza andare in ufficio, quindi restando in casa, al mio paesino, sono considerato uno che non vuol far nulla? 😕

Queste persone che si sono stancate della realtà in cui vivevano decidendo, per necessità, di cambiare aria le si può anche capire, ma loro devono capire che chi resta non lo fa perché non c’ha voglia di far niente. Chi resta sono persone capaci di vivere nella realtà in cui sono nate, persone capaci di resistere ai problemi, persone che vogliono migliorare le condizioni del loro paese. Quindi, il luogo comune che recita “resti al tuo paese quindi non hai voglia di far nulla”, non corrisponde alla realtà. Altrimenti io potrei dire: sei andato via fregandotene del tuo paese, pensando solo ai CI tuoi. 😉

Ovviamente non c’è nulla di male a pensare al proprio futuro, il problema si pone quando iniziano a dare le loro ricette su come dovrebbe essere il paese che hanno lasciato, denigrandolo tra una ricetta e l’altra. Questo comportamento lo noto sia quando parlo con amici e parenti trasferitisi nel Nord Italia, sia virtualmente leggendo i post e i commenti nei social e nei blog. Cosa mi da fastidio di alcuni post e di alcuni commenti? Non tanto il contenuto, che certe volte condivido. Quello che mi da fastidio è che lo dicano persone che si trovano fuori dalla realtà che descrivono. 🙄

Faccio un esempio: io sono Cattolico, quindi ho il diritto ad incazzarmi quando escono notizie sui Preti pedofili. Ho il diritto di dire che sono persone di EMME (per non dire di peggio). Chi non è Cattolico non ha i miei stessi motivi per incazzarsi, perché in quel caso le critiche, le offese sono frutto dell’odio verso la religione, la Chiesa, il Vaticano, ecc.. Quindi secondo me non si ha proprio il diritto di parola, perché si vuole solo offendere, non è propositiva la critica, non è motivata la rabbia. 😉

Allo stesso modo se, io che ci vivo, dico che l’Italia fa schifo, è diverso rispetto a se lo dice chi è italiano, ma vive all’estero. Io sto qui, ci vivo, faccio quello che posso e provo a cambiare le cose nel mio piccolo, tu te ne sei andato, hai pensato a te, mo’ che CI vuoi? 🙄

Altrimenti viene naturale parlare per luoghi comuni, prendiamo per esempio gli Stati Uniti: è il paese dove se non hai i soldi non hai niente, il paese dov’è nata la crisi, il paese dove i giovani sono stati i primi a protestare, il paese che ministifa continuamente la realtà per apparire buono (vedi i film dei cowboy e degli indiani, o l'”esportare” la democrazia facendo le guerre. I soldati americani chi sono? Gente senza soldi). Io di andare a vivere negli Stati Uniti avrei paura a differenza di altri paesi europei. Negli Stati Uniti, più di ogni altro paese, se non hai i soldi sei morto. Chi è nato negli Stati Uniti lo sa. 😉

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6 Commenti

  • mapanghea ha detto:

    Condivisibile. Vorrei dirti però che non sempre la rabbia verso preti pedofili è dettata dal rancore verso la Chiesa o il Vaticano in genere, ma può essere dettata anche da altri fattori, quali lo schifo e lo sdegno nei confronti di chi commette tali azioni, a prescindere se sei prete, un ateo o un agnostico.
    Indipendentemente dal proprio credo, ognuno di noi ha il diritto di incazzarsi quando succedono queste cose, le motivazioni possono essere diverse; chi mal tollera la Chiesa e le sue azioni, parlerà sempre male di essa, anche in assenza potenziali di casi gravissimi come il caso dei preti pedofili.
    In sintesi: se sei prete e fai una cosa del genere, io mi incazzo e desidererei per te prete la massima pena possibile, stessa cosa se invece di prete fossi un cittadino comune. Credo che cmq sarebbe buona cosa scindere l’argomento Chiesa in quanto istituzione e la religione in quanto tale. Massimo rispetto per la dottrina cattolica, un pò meno, non me ne volere, per la Chiesa in quanto apparato e istituzione.
    Gesù Cristo parlava di semplicità, di buona novella e tante altre belle cose, non mi pare che il pastore tedesco attuale stia seguendo l’esempio affidatogli. Per quanto riguarda gli Italiani che parlano male dell’Italia: dico solo che di idioti ne è pieno il mondo. Ad ogni modo, spesso la scelta di emigrare nasconde scelte dolorose, pensare in questo caso “solo” ai fatti propri, mi pare un tantino azzardato. 🙂

    • arquen ha detto:

      Invece, secondo me, la rabbia verso i preti pedofili, quando non si è cattolici, è dettata dall’odio verso la Chiesa. Non fanno mai scalpore le notizie in generale sulla pedofilia, se non in due casi: i pedofili su internet (per parlar male di internet) e i preti pedofili (per parlar male della Chiesa). Non ho mai letto o sentito una notizia che comincia con “un ateo pedofilo”, “un agnostico pedofilo”. E pure ci sono. Ognuno ha il diritto ad incazzarsi, ma senza mettere in mezzo cose che nulla hanno a che vedere col fatto specifico. Cose che invece vengono sistematicamente messe in mezzo da persone che non sanno un tubo di quello che stanno dicendo. Lo fanno per ignoranza e cattiveria gratuita. 🙂

      Sul fatto degli italiani all’estero, il motivo quello è: i fatti propri. In Italia non sto bene, in italia non riesco a realizzarmi, in Italia non riesco a trovare il lavoro che mi piace, vado altrove. La scelta dolorosa è quella che fecero i nonni nostri, non certo le generazioni di oggi. Queste persone, una volta altrove, si ambientano a stare lì (come quelli del sud che votano Lega) e iniziano a sparlare: gli italiani non vogliono fare nulla. E loro cos’hanno fatto? Hanno pensato ai fatti loro andandosene. Bell’aiuto all’Italia. Restassero pure lì, ma senza rompere le palle agli italiani. 😉

  • mapanghea ha detto:

    E’ abbastanza evidente che non siamo d’accordo, ma il dialogo è bello per questo.:)
    Stai generalizzando un tantino. Ammesso che fosse vero, dal mio punto di vista l’odio verso la Chiesa, in quanto istituzione, sarebbe e potrebbe anche essere giustificato. E lo dico da credente. I non credenti potranno avere toni più “concitati”. Ma è un discorso diverso.
    Concordo sul fatto che la notizia di un prete pedofilo rispetto ad un uomo “comune” pedofilo possa avere una maggiore presa sul pubblico comune. Per quanto mi riguarda e credo di parlare in nome e per conto di molta gente, la rabbia nei confronti della Chiesa ha poco a che fare. Il proprio credo autorizza a pensare, non a inebetire.
    Se sei cattolico (tu retorico) hai anche il diritto di incazzarti per tutte le cazzate che la Chiesa fa. E ne fa. E’un dato incontrovertibile, ma qui, mi ripeto, andiamo off topic.
    Sugli Italiani all’estero sei perentorio. Tra la situazione attuale e quella vissuta dai nostri nonni, la differenza è minimale. Ahimè. Se io me ne vado è perchè in Italia non sto bene e non vedo luce in fondo al tunnel. Non certo in virtù di una moda. E’ pensare ai fatti propri? Beh..se io al mio Paese mi vedo sbattute tutte le porte in faccia e non riesco a mettere insieme il pranzo con la cena, non me ne volere, ma io penso ai fatti miei. Quindi mi armo di coraggio e me ne vado al di là del confine, dove credimi non siamo ben visti da nessuno.
    Parlo male dell’Italia una volta ambientatomi? Di idioti ne è pieno il mondo, ma forse e dico forse viene anche naturale fare delle differenze tra l’Italia, paese strano dove il merito non è riconosciuto, e il fantomatico estero dove forse più di qualcuno riesce a realizzarsi. Non tutti, soprattutto quando si tratta dell’esistenza propria, siamo così forti e imperterriti da iniziare lotte che per la maggior parte delle volte si rivelano essere contro i mulini a vento. E poi conosco tanti italiani che residenti all’estero quando incontrano i loro connazionali si emozionano. Ed io con loro. L’estero va vissuto, provato. Altro che pensare ai fatti propri.

    • arquen ha detto:

      Per la risposta che hai dato, ho capito che per te le persone hanno tutte le ragioni del mondo per parlare male della Chiesa in generale, ed hanno tutte le ragioni del mondo per parlar male dell’Italia. Correggimi se ho capito male. 😉

      Io invece la penso in quest altro modo:

      Ogni volta che si parla di un fatto che riguarda la religione, ogni scusa è buona per generalizzare su tutto. E’ sempre stato così e purtroppo continuerà ad essere così. Lo hai fatto anche tu tra i “potrebbe”, i “sarebbe”, “le cazzate che fa”, ecc.. (io colgo tutto)
      Se esce la notizia del prete pedofilo, le persone non cattoliche nei loro commenti esprimono giudizi negativi e cattivi su tutta la Chiesa nel senso più ampio del termine e non solo su quel prete. Succede sempre così quando le persone sono ignoranti o cattive. E vale per tutto, non solo per la religione. Sono campano, in Campania c’è la camorra, tutti i campani sono camorristi. Questo è il ragionamento della persona ignorante o cattiva. Ce ne sono di persone così e sono anche tante.

      La differenza tra i nonni e i nipoti è abissale. I nostri nonni dovevano rifarsi una vita dopo una guerra, nell’attuale presente non è così. Ci sono persone che vogliono fare solo quel lavoro lì, perché hanno studiato per quel lavoro lì oppure perché gli piace quel lavoro lì. Se non riescono a farlo in Italia ed hanno la possibilità economica per partire (e l’hanno perché non partono con la valigia di cartone, ma con lo smartphone, il notebook, i vestiti che costano un sacco di soldi, le carte di credito, ecc.) vanno all’estero. Questo è tutto. Non ho parlato di moda, ho parlato di pensare ai fatti propri. E il pensare ai fatti propri è giustissimo, bisogna pur mangiare. Però nessuna delle persone che è andata via dall’Italia deve permettersi di denigrare chi in Italia resta (e in tanti purtroppo lo fanno). E’ questo il succo del mio discorso. Il post è di questo che parla. Se ho scritto queste cose non l’ho fatto perché quel giorno mi andava di inventarmi una storia. E’ quello che leggo. E’ quello che sento. 🙂

      Ci sono migliaia di lavori che puoi fare in Italia e cioè gli stessi lavori che hanno fatto i nostri nonni quando sono andati all’estero per lavorare. Solo che quei lavori ora li fanno altri (ucraini, rumeni, marocchini, ecc tutti laureati). Noi no, per carità, c’abbiamo a stendo il diploma, ma quei lavori lì non possiamo farli, non sono dignitosi. Meglio andare in un altro paese, ad esempio in Spagna dove i disoccupati sono di più che in Italia. Però almeno in Spagna danno il sussidio di disoccupazione, qui no. E allora non vuoi lavorare, vuoi campare di rendita. Stessa cosa se vai in Inghilterra o in Germania o in altri paesi.

      Nessuno straniero è ben visto, sia gli italiani che vanno in un’altra nazione, sia un tedesco, uno spagnolo, un francese, un cinese, un americano, ecc. che viene in Italia. E’ un fatto umano. Succede quando da una regione ci si trasferisce in un’altra, figurati se non succede da una nazione all’altra. Lo facevano i tedeschi dell’est e dell’ovest (e lo fanno ancora da quello che mi viene raccontato da chi vive lì), Lo fanno tutt’ora gli spagnoli (catalani, baschi, ecc), lo fanno gli americani che dividono i loro quartieri in base agli strati sociali, all’etnia e anche all’orientamento sessuale. Succede in Francia. Solo che noi siamo fessi e ne parliamo troppo. Loro invece sono più omertosi nel far uscire fuori dai confini nazionali le loro schifezze.

  • mapanghea ha detto:

    Continui a generalizzare e ad essere perentorio.
    E’ evidente che la pensiamo in maniera differente.
    Tutte le ragioni del mondo non saprei, ma sicuramente più di una per parlar male della Chiesa di sicuro.
    E ribadisco: Chiesa in quanto istituzione.
    Sulla questione poi degli Italiani all’estero, non c’è margine di dialogo.
    E’ stato un piacere misurarmi con te, alla prossima 🙂

    • arquen ha detto:

      Chiesa in quanto istituzione o Chiesa in quanto altro, per un cattolico non fa differenza, la vede solo come un’offesa gratuita. Io non offendo tua madre in quanto tua madre, ma in quanto donna che ha fatto una stronzata. Questo dici te. 😛
      Il post cmq parlava di altro, la parte sui preti pedofili (e non sulla Chiesa) era solo un esempio per ribadire il concetto, e cioè: se non sei dentro la questione non hai il diritto di proferire parola perché le tue parole non sono mirate alla critica costruttiva, ma all’offesa gratuita.

      Non capisco perché non c’è margine di dialogo, se tu per prima non digerisci i comportamenti di quelli che dal sud migrano al nord e votano Lega. Almeno così ricordo. 😛

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